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LA DIVISIONE CHIRURGICA DELL’OSPEDALE DI BENTIVOGLIO E LA PATOLOGIA NEOPLASTICA COLORETTALE

Il tumore del colon-retto rappresenta la seconda causa di morte per neoplasia in Italia, sia per il sesso femminile che per quello maschile.
L’Ospedale di Bentivoglio serve l’utenza di una zona nella quale le neoplasie del colon e del retto vengono osservate con particolare frequenza, statisticamente significativa rispetto la regione Emilia Romagna e le altre regioni italiane. Da ciò consegue la notevole esperienza maturata dalla nostra équipe chirurgica nel trattamento e nella prevenzione di tali forme. Nel triennio 2002-2004 la divisione chirurgica di questo Ospedale ha eseguito 439 procedure resettive sul colon e retto. E’ significativo che nel 2004 siano state eseguite solo 3 amputazioni addomino-perineali del retto, grazie all’esecuzione di anastomosi ultrabasse con conseguente conservazione della funzione sfinteriale

Come e forse ancora più che per altre neoplasie la prevenzione del tumore del colon è possibile: l’adenocarcinoma del colon (la neoplasia maligna più frequente in questo distretto) non nasce come tale ma consegue alla degenerazione degli adenomi, i cosiddetti polipi, che passano attraverso vari stadi di displasia, in un numero imprecisato ma non breve di anni, prima di poter essere classificati come maligni.

La prevenzione della forma tumorale, nella regione Emilia Romagna, avviene mediante lo screening, per ora riservato alle fasce d’età e alle categorie a maggior rischio: si esegue la ricerca del sangue occulto fecale e, in caso di positività di tale test, si dà l’accesso preferenziale e gratuito all’esame endoscopico (pancolonscopia) che, nel nostro Ospedale, viene eseguito dai sanitari designati come idonei dal Comitato regionale per lo screening. Ovviamente all’esame endoscopico si accede prevalentemente al di fuori dello screening, quando i Medici di medicina generale ritengano che la clinica richieda l’applicazione di questa metodica. L’accesso all’endoscopia viene a volte richiesto dopo l’esecuzione di altri esami: visita proctologica (spesso la colonscopia viene richiesta come esame preliminare necessario prima di un intervento di emorroidectomia o di correzione di prolasso, o come completamento d’indagine in caso di rettorragia), radiologia (clisma opaco), ecografia (immagini a pseudo-kidney in ambito presumibilmente colico). Solo in caso di impossibilità alla sua esecuzione o davanti al rifiuto del Paziente, la colonscopia viene sostituita con il clisma opaco.

Nel nostro Servizio di Endoscopia vengono effettuate annualmente oltre 1000 indagini con strumento flessibile del grosso intestino, prevalentemente da medici della divisione chirurgica, con una percentuale di completezza (raggiungimento della valvola ileocecale) superiore al 90%.
Il fatto che la Divisione Medica di questo ospedale sia ad impronta spiccatamente gastroenterologica porta alla frequente osservazione endoscopica di patologie non propriamente oncologiche ma che rivestono lo stato di patologie preneoplastiche (in particolare RCU).
La colonscopia permette, oltre alla visualizzazione diretta del lume colico, l’effettuazione di biopsie (possibilità di precisa diagnosi istologica) e polipectomie. La polipectomia può rappresentare l’atto conclusivo della prevenzione del cancro del colon e retto, qualora l’adenoma venga asportato completamente e all’esame istologico non si dimostri presenza di cancerizzazione.
In caso di referto istologico positivo per malignità al Paziente viene consigliato l’intervento chirurgico.

L’accesso alla Chirurgia segue un canale preferenziale ed agevolato: gli esami preliminari, eseguibili ambulatoriamente fino alla visita anestesiologica, vengono organizzati e prenotati dalla Divisione, cosicché il Paziente non debba essere costretto ad una più lunga, inutile e spesso dannosa degenza in ospedale per ovviare alle lungaggini buorocratico-organizzative legate alla esecuzione degli esami come “esterno”.
Nel nostro standard preoperatorio sono previsti:

  • Esami di laboratorio (comprendenti i markers tumorali e gli esami necessari alla radiologia contrastografica)
  • ECG
  • Radiografia del torace
  • Ecografia completa dell’addome
  • TAC addominale
  • Esofagogastroduodenoscopia
  • Eventuali consulenze per fatti patologici preesistenti o concomitanti
  • La visita anestesiologica, che rappresenta l’ultimo controllo prima del ricovero.

All’atto del ricovero, nel momento in cui viene richiesto un consenso informato, al Paziente vengono fatte presenti la possibilità o l’eventualità, oppure la previsione, di una colostomia, sia essa temporanea o definitiva.
Sempre all’atto della richiesta di consenso il Paziente viene informato della possibilità di essere trattenuto, in un immediato post operatorio, nel reparto di Terapia Intensiva Post Operatoria annessa al nostro reparto chirurgico.

In caso di patologia neoplastica la nostra Divisione dà la preferenza alla via laparotomica classica (versus la via laparoscopica) nella convinzione della possibilità di una maggiore radicalità oncologica.

Contestualmente all’intervento di resezione colica vengono eseguiti anche i trattamenti di eventuali patologie associate (ad esempio colelitiasi e laparoceli) o secondarie (in particolare asportazione di metastasi con resezioni epatiche o mediante termoablazione con radiofrequenza).
Un trattamento particolare viene eseguito per le forme avanzate nelle quali ci si trovi davanti ad una carcinosi peritoneale o affioramento della neoplasia alla superficie sierosa: in tali casi vengono eseguite omentectomia completa e peritonectomia, regionale o totale, seguite o meno da CIIP (Chemioterapia ipertermica intracorporea peroperatoria – metodica questa che è praticata solo in pochi centri in Italia e che nel nostro Ospedale eseguiamo secondo i protocolli dell’Istituto Tumori di Milano.

I Pazienti che vengono dimessi portatori di stomìa sono seguiti presso l’Ambulatorio entero-stomale, curato da personale infermieristico dedicato della nostra Divisione.

La via laparoscopica viene riservata al trattamento della patologia benigna o funzionale (diverticolosi, esiti di diverticolite, polipi risultati benigni al campionamento istologico ma troppo voluminosi o numerosi per essere asportati per via endoscopica).

Il follow-up dei Pazienti trattati viene eseguito dai sanitari della Divisione Chirurgica (da quest’anno esiste un Ambulatorio di chirurgia oncologica) e, in caso di necessità, dal nostro centro Oncologico medico.